RIFLESSIONI (n°10) FOLLIA

16.02.2021

Gli ultimi accadimenti mi hanno spinto a considerare l'importanza della "follia" come principale causa che ne è alla base. Franco Basaglia, il noto psichiatrache si adoperò per la chiusura dei manicomi negli anni '70, nelle sue "Conferenze brasiliane" affermava "La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, per tradurre la follia in "malattia" allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere che è poi quella di far diventare razionale l'irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato: diventa razionale in quanto malato!". A ragion veduta mi sembra che il nostro modo di vivere oggi sia pervaso in gran copia da comportamenti che solo qualche decennio fa consideravamo "folli", molto incentrati sul presente, sul cogliere l'attimo, privi di riferimenti al passato e privi di un progetto futuro. Si rimarcava la differenza fra il "politico" che mirava alle future elezioni, dallo "statista" che mirava alle future generazioni. Differenza scomparsa per il declino del significato del termine "politica" quale arte di amministrazione del bene pubblico, sostituito, non semplicemente trasformato, dall'amministrazione del bene solo di se stesso. Ne è prova, e non da oggi, quanto i nostri rappresentanti "delegati" sono alla ricerca spasmodica di mantenere il seggio conquistato, soprattutto per il lauto compenso economico che ne deriva non per presa responsabilità di progetto: "politica" come "mestiere", non "professione" che sottende qualche ideale più nobile, e nemmeno come onorevole prestazione, gratuita, alla "causa comune" delle proprie competenze, come ai primordi della democrazia.E nel tempo questa anomalia che ai tempi di Costantino Mortati o di Piero Calamandrei, padri della nostra Costituzione repubblicana, considerata "folle", è diventata normalità. Alcuni semplici esempi. Un presidente del Consiglio, sempre lo stesso, che guida maggioranze diverse a "geometria variabile" come in termodinamica, che condivide decisioni dei suoi ministri ma non le colpe, come nel processo sui migranti rivelatosi una farsa indescrivibile se pensiamo a quanto espresso 3 giorni fa dal Gup di Catania Nunzio Sarpietro dopo la testimonianza di Conte sul controverso caso della nave Gregoretti "Ha fatto un'ottima testimonianza che mi ha chiarito tantissimi elementi...Conte era molto tranquillo, mi ha fatto un'ottima impressione. Credo che rappresenti molto bene il Paese". Ditemi se un Gup non debba avere la riservatezza di verificare le prove indiziarie e non prodursi in endorsement governativi. Stesso livello di Luigi Di Maio e del suo giudizio a proposito di Mario Draghi "Mi fa fatto una buona impressione". Che decadenza! Matteo Renzi, senatore semplice di Scandicci, meglio definito come "Il bullo" in politichese. Dopo aver aperto una crisi di un governo costituzionalmente possibile, dato le raccogliticce minoranze (la sua ben che va è al 3%) ma eticamente impensabile, si avventa in folli peripezie acrobatiche evidenziando l'assenza completa di quella minima dignità che dovrebbe attenere ad un esponente parlamentare. Come suo solito, facendo quel che vuole, in piena crisi vola a Riad (a spese degli scicchi con volo privato) ove si produce in un intervento che ha coperto di elogi l'autocrate Bin Salman "Da qui può partire un nuovo Rinascimento": il suo! A parte che non ha rispettato la "quarantena" imposta da chi ritorna da quei Paesi (i dpcm valgono solo per i sudditi non per gli eletti) ma esprimersi in maniera propositiva verso lo sceicco e l'Arabia Saudita è veramente troppo. Perché Riad è un "sorvegliato speciale" in quanto a diritti umani, da parte degli organismi internazionali: utilizza sistematicamente il pretesto dell'antiterrorismo per togliere di mezzo i nemici della corona (delitto del giornalista Khashoggi), le donne sono fuori da ogni processo decisionale, e decine di migliaia di lavoratori stranieri vengono sfruttati: che terra meravigliosa per il neo-Machiavelli! Ma che vuoi lui si indigna a richiesta: sui presunti finanziamenti russi alla Lega, ma non sull'assegno di 3,5 milioni di euro che Hugo Chavez avrebbe staccato per finanziare il nascente Movimento 5stelle, condannando successivamente Chavez e Maduro per aver attuato una feroce dittatura che ha devastato il Venezuela e la condotta del neopresidente brasiliano Bolsonaro, non certo quella di Riad, qui c'è "pecunia" che per lui "non olet". Ma come nel 2018 il suo fedele Luca Lotti protestò contro la decisione della Lega Calcio di giocare la Supercoppa italiana proprio in Arabia Saudita, causa la morte orrenda di Khashoggi ed ora ne vuole fare una terra rinascimentale? Ed attualmente anche il suo governo ha deciso di non fornire quel paese di presidi militari delle nostre aziende altrimenti il rinascimento poteva contare qualche vittima in più. Si sa come svaniscono i suoi ricordi, anche perché l'eloquio spedito, un suo skill, sottende non ideachiara ma scarsa riflessione e collegamenti col passatoe lui ne è prova vivente "se perdo il referendum non faccio più politica" come un qualsiasi venditore di pentole senza purtroppo i coperchi.Sticazzi!Siamo spettatori sorpresi ed increduli di una disputa molto poco sportiva sul ring fra questi due titani il cui successo di entrambi si è costruito in palestra più con ormoni dopanti che con i propri pregi fisici: Matteo Renzi contro Giuseppe Conte, l'uno a capo di una sparuta minoranza di governo, l'altro uscito da un ignoto cilindro senza verifica popolare. E non ci vuole molto per comprendere l'ossimoro di una democrazia non democratica. Staremo a vedere chi vincerà se la mafia di San Gallo del mentore contiano, il fu cardinale Silvestrini con CEI e Vaticano al seguito, o il senatore semplice di Scandicci che ha alle spalle Gruppo Bilderberg e affini e che va conferenziando ben pagato anche nei Paesi Arabi oltre che negli asset economici mondiali. Alla fine della fiera arriva il popolo bue che deve accontentarsi del mercato delle vacche!Facciamo parte di una "Unione Europea" fondata, per accentuare disuguaglianze, solo sul piano economico con la moneta unica con Stati di serie A e quelli di serie B. Ma la Ue non è uno Stato e non è una Confederazione è solo un ibrido che ha privato di sovranità le singole nazioni senza acquisirne una sua con una sovranità debole che in virtù della sua struttura tecno-burocratica non fa che diluire le decisioni rallentandole, come accaduto in questi giorni per l'approvvigionamento dei vaccini. Per tutto il resto: assente! Dalla politica estera, alla difesa, alla sicurezza. Meglio sarebbe stato consentire ai singoli Stati di provvedere da sè.Un Leviatano che non ha altro scopo che quello di creare sudditanza e non solidarietà. Pura follia! Svanito anche come un ologramma il senso del "sacro", noioso ed obsoleto, con la riscrittura di un nuovo "Catechismo" che mina a distruggere le fondamenta dei "valori non negoziabili" in nome del "Chi sono io per giudicare" espresso dal più alto esponente in carica che non ama definirsi "Vicario di Cristo". Basta vedere il suo endorsement all'attuale presidente degli USA, cattolico come lui, cui non dispiace l'aborto, l'eutanasia, la famiglia allargata, la gestazione per altri, la trasformazione in genitore 1 e genitore 2 al posto di madre e padre, il sincretismo religioso verso un relativismo globalizzante e senza storia, misto ad un paganesimo travolgente come l'adorazione dei Pachamama o della dea Natura nei sacri spazi delle nostre chiese. Forse è rimasto in questo Papa qualche refolo di cristianità "pura" quando si rivolge con una telefonata, al suo cardinale Bassetti reduce dall'infezione da Covid dicendo "Tu lo sai perché sei ancora in vita? Perché per te non c'era posto all'inferno". Pura follia trasformata oggi in normalità. Chi poteva immaginare che il tempo dei Don Camillo e Peppone sparisse così in fretta e che il diavolo potesse farsi una doccia calda con l'acqua santa?Parlando della libertà ottenuta da una giustizi giusta Calamandrei amava dire che "è come l'aria, ti accorgi di quanto vale quando ti viene a mancare" e forse a questo si riferiva il Primo Presidente della Cassazione Pietro Curzio quando, nella sua relazione all'apertura dell'anno giudiziario 2021, ha lanciato l'allarme sullo stato asfittico, se non folle, della "giustizia italiana". "La pandemia ha ulteriormente dimostrato l'inadeguatezza del sistema, la gracilità e la vetustà di molti suoi gangli e pone in modo deciso la necessità di un cambiamento profondo e incisivo prima di tutto culturale" ed avverte la politica che uno dei settori essenziali del tessuto sociale è allo stremo come rivelato dalle confessioni dell'ex presidente dell'ANM e membro del CSM Luca Palamara e dal recente "Rapporto sull'efficienza e qualità della giustizia in UE" del Consiglio d'Europa. Laddove in un sistema giudiziario, che se funzionasse davvero recupererebbe 30/40 miliardi di Pil e attirerebbe 170 miliardi i investimenti esteri (che si guadano bene dall'avvicinarsi, per il terrore di incappare nei nostri processi eterni, se non folli e bizzarri), emerge di conseguenza chiarissima la percezione dello scarso grado di indipendenza della magistratura con "stampa", "televisione" e "politica" al seguito con i giornaloni e i giornalini, tipo "Il Fatto Quotidiano" di Travaglio che dettano oramai l'agenda politica al Paese. Il Rapporto suddetto fotografa che nel 2020 in Italia solo 3 cittadini su 10 e 4 imprese su 10 hanno fiducia nell'indipendenza dei magistrati. Il "terzo potere" privo di credibilità con "una giustizia che si applica ai nemici e si interpreta per gli amici"! Pura follia. E chi poteva immaginare che oggi nella scuola i discenti avessero più autorità dei docenti? Con tutti i loro diritti acquisiti insieme alle famiglie nel discutere i giudizi dei professori, pena dispute legali, o lo stabilire se okkupare o meno le aule, proclamando scioperi, evitare le lezioni, con l'accondiscendenza di una magistratura che li protegge nei loro atti vandalici. "Scuola, maestra di vita" alla base di una società buona e giusta e del buon vivere (Socrate, Aristotele, Platone), umiliata, sconsacrata, vilipesa, ridotta ad inutile orpello che prima o poi scomparirà anche dai dettami costituzionali sostituita da una cultura libera e "fai da te". Se non è follia questa ditemi cos'altro è. E dobbiamo accettare anche questa trasformazione altrimenti non potremo più interloquire con i nostri illuminati governanti che fanno strage di congiuntivi, confessarci con sacerdoti che non ricordano benei nostri 10 Comandamenti, utilizzare un linguaggio che non sia il "politicamente corretto", parlare con i nostri figli che sanno solo una neo-lingua fatta di emoticon e parole incomprensibili ridotte a sigle. Nel nome di un progresso tecnologico, che cammina a prescindere, la digitalizzazione ha reso finalmente tutti fruibili ed eguali, come dice Fusaro "glebalizzati", schiavi di un potereche nell'infanzia assume connotati da "ipnosi". Dietro ogni giovane che si gioca la vita per una "sfida" social, da Blue Whale a Tik Tok, c'è un'emergenza esistenziale che non si può scaricare su un app né tanto meno delegare agli psichiatri o allo Stato che tuttavia non è stato in grado di educare i genitori ad aiutare i figli a separare il "reale" dal "virtuale". Follia pura, amplificata e sclerotizzata da un "addiction", aggravata dall'isolamento pandemico, che da tempo scorre fra i più giovani, già virale a configurare oggi una "emergenza psicologica". Da 2010 il numero degli adolescenti che si sono tolti la vita in Inghilterra e Galles è aumentato del 67%, nel 2018 ci sono stati 187 suicidi di ragazzini sotto i 19 anni e a Londra il tasso dei suicidi adolescenziali è aumentato in tre anni del 107% diventando la prima causa di morte per quella fascia di età.Luca Luigi Ceriani, psicologo e psicoterapeuta, parla di un disagio psicologico che si nasconde nelle pieghe della "normalità" e sfugge come "un camaleonte in un mare di coriandoli" e non può essere gestito semplicemente stigmatizzandolo né tantomeno monitorandolo con algoritmi algebrici. Eugenio Borgna, maestro straordinario di una psichiatria umana, opera dei distinguo "La malinconia è una condizione emozionale che non ha nulla di patologico e anzi è fonte di conoscenza di sé e di riflessione, ma fa star male e può avere bisogno di cure, soprattutto di ascolto e può sconfinare in esperienze emozionali che le sono vicine, come la tristezza e il male di vivere e in esperienze che le sono lontane come la depressione...delle emozioni non si può fare a meno nella conoscenza della nostra interiorità, delle "emozioni normali" che sono l'ansia, la malinconia la tristezza e delle "emozioni malate" come sono l'angoscia e la depressione". La questione non è da discutere nello stretto ambito della psicopatologia, ma trascende e diventa una sindrome culturale e morale perché riguarda il modo in cui stiamo interpretando la vita e la nostra incertezza nel riuscire a conferirle un senso. Parafrasando Faber che "dietro ogni scemo c'è un villaggio", dietro ogni dramma c'èuna società che si è girata da un'altra parte e omertosamente non ha detto, non ha visto, non ha sentito.E Ceriani continua sull'importanza di imporre con prepotenza nelle nostre relazioni educative il tema della "libertà" che si coniuga sempre con quello della "responsabilità". Nel delirio della rivendicazione del "diritto indiscriminato", si dimentica troppo spesso che la libertà non è espressione dell'istintualità amplificata dalla inevitabile deriva narcisistica dei social. La libertà non è libertà "da" ma è libertà "di" e che un giovane ne abbia coscienza dipende dagli adulti che sappiano incarnare, testimoniare e mostrare come questo si declina. Giovanni Paolo II è spesso intervenuto in merito a questa diade dal sapore antico "libertà e responsabilità": la libertà non coincide con istintività, spontaneità, reattività; libertà è responsabilità, affermazione, impegno con la vita e per la vita!L'adolescenza finisce quando un ragazzo incomincia a capire, non senza dolore, che la vita è sua e che in qualche modo può gestirne le sorti. Ma quale consapevolezza cresce e si respira nel conturbante ed inafferrabile mondo digitale? Strumenti tecnologici sempre più sofisticati potranno "leggere" il nostro cervello e cambiare quello che siamo. Il Garante, Pasquale Stanzione, ha indetto un Convegno "Privacy e neurodiritti: la persona al tempo delle neuroscienze" per lanciare l'allarme perché se "oggi strumenti diagnostici avanzati quali la Risonanza Magnetica Funzionale possono decodificare diversi tipi di segnali cerebrali in un domani non lontano potranno accedere ai contenuti leggendo i pensieri ed influenzare così gli stati mentali e il comportamento". E' pura follia perché siamo arrivati al punto della necessità di uno "Statuto etico" per tutelare i "neurodiritti" perché dopo l' "l'habeas corpus" e l' "habeas data" ora c'è l' "habeas mentem". E magari ci fosse una "mente" da difendere! A volte è già sparita ancora prima di essere attraversata dalla RM se pensiamo a quanto succede nei social ove gli stati mentali e i comportamenti vengono influenzati da un semplice "rigurgito di tastiera". Mi spiace ma sembra essere troppo tardiper fermare questa folle avanzata transumana: nel nostro cervello si possono impiantare qualche chip che permetteranno di salvare i ricordi o scaricarli su un altro corpo o un robot amplificandoli o cancellandoli selettivamente. Sono decenni che ci si sta provando a ben ricordare Orwell più di 70 anni fa. La tecnologia per definizione è inarrestabile ma il vero problema per evitare la follia dell'umanità è rivedere le convinzioni che abbiamo su di esse: il nemico si combatte vedendolo e non subendolo! Jaron Lanier, genio della Silicon Valley, spiega benissimo come gli strumenti con cui abbiamo continuamente a che fare, dal computer allo smartphone, siano costruiti apposta per "insegnarti che sei uguale alla macchina...c'è questo algoritmo che ti suggerisce di fare qualcosa e tu la fai, come l'assistente vocale Alexa, e siccome è progettato affinché poi le cose sembrano andare meglio, tu pensi che l'algoritmo avesse proprio ragione col risultato che rinunci tu stesso al controllo". Che poi come dice il Garante il cervello sia il "limite invalicabile persino per il più coercitivo e totalitario dei poteri" è molto discutibile: i poteri in generale e quelli totalitari in particolare mirano da sempre al nostro cervello e meno ce n'è meglio per loro, più è vuoto e meno c'è da intervenire. Perché allora non ci rendiamo conto di questa semplice considerazione e continuiamo a perderci nel fluido di uno schermo dello smartphone o di un tablet? Perché nessuno si espone alla denuncia di questa pericolosa evenienza che sembra ineluttabile e figlia di una religione universale che mira all'annientamento della volontà dei singolo? Mostruosa scomparsa delle Nazioni, della storia, delle religioni dei leader carismatici sostituti da autentici giullari alla corte dell' "Impero unico mondiale". Una folle "utopia" (meglio il termine distopia) che si sta avverando ma com'era diversa quella dell'isola Abraxa di Tommaso Moro!In Occidente l'anima sta male, osserva Galimberti, se è vero come ci riferisce l'OMS, che del miliardo di sofferenti psichici(un sesto dell'umanità), ben 600 milioni abitano i Paesi industrialmente e tecnicamente avanzati, dove gli uomini sono sempre meno "soggetti" della loro vita e sempre più "funzionari" degli apparati che li impiegano concedendo loro le condizioni per vivere. Alla base quel deserto affettivo che è diventato il paesaggio abituale dell'uomo occidentale e che la psichiatria rubrica sotto il nome di "depressione" divenuta forma per eccellenza della sofferenza psichica, liquidando, d'emblèe la "nevrosi". La nevrosi, forse da rimpiangere, è un conflitto fra il desiderio che vuole infrangere la norma e la norma che tende ad inibire il desiderio e trova il suo spazio nella "società della disciplina" alimentata dalla contrapposizione "Permesso/Proibito". A partire dal '68 e via via nel corso degli anni successivi, la contrapposizione permesso/proibito tramonta, per fare spazio ad una contrapposizione ben più pericolosa e lacerante che è quella fra il "Possibile" e l' "Impossibile". Non più il conflitto fra "norma" e "trasgressione" con conseguente senso di colpa, ma in uno scenario sociale dove non c'è più la norma perché tutto è possibile il "nucleo depressivo" origina da un senso di "insufficienza" e "inadeguatezza" per ciò che si potrebbe fare ma non si è in grado di fare o non si riesce a fare secondo le aspettative altrui, a partire dalle quali ciascuno misura il valore di se stesso: ciò che è permesso inquadrato ad un riferimento a ciò che è possibile! Non credo che andremo per le lunghe è la mia triste conclusione!

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