RIFLESSIONI (n°2) ENIGMA BERGOGLIO
E la parabola di un papato" è il titolo del libro scritto da Massimo Franco editorialista del "Corriere della sera" che indubbiamente pone più di una riflessione per stilare un bilancio di questo pontificato che dura da circa 8anni.Ed il Papa resta un enigma per i suoi annunci seguiti da dolorose retromarce. Quella che doveva essere una sua iniziativa riformatrice, forse per un cambiamento troppo profondo, non ha dato alcun risultato sul piano pratico-dottrinale. Non ha cambiato infatti di una virgola la disciplina del "celibato obbligatorio" del clero, non si è modificato il ruolo marginale delle donne nella Chiesa, non sono mutati gli equilibri di potere fra centro e periferia con Roma che governa sempre in maniera piuttosto accentrata ed imperiale né si è attenuata la rigidità della "dottrina morale" ufficiale. Tutto questo non in maniera lineare e programmatica ma secondo un andirivieni che crea non poca confusione sia nell'alto lignaggio ecclesiastico sia nei più semplici fedeli. Infatti sul "diaconato femminile" ha istituito una commissione che ha acceso molte speranze andate poi deluse; sulla "riforma della curia" che sembrava dover condurre allo smantellamento della centralità romana, ha generato solo una modesta riorganizzazione degli uffici vaticani; sul sinodo amazzonico poi ha raggiunto il punto più alto delle inversioni a "U" dove alla prepotente richiesta di ordinare sacerdoti uomini sposati ha risposto con una stretta adesione alle posizioni del cardinale Robert Sarahe del Papa Emerito e di Paolo VI "Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge sul celibato" disse Bergoglio ai giornalisti raggelando le speranze dei riformatori. Ed il sociologo Marco Marzano paventa l'ipotesi che questa "condotta zig-zag" non fosse altro che un sottile disegno strategico, una finezza politica squisitamente gesuitica volta a conciliare l'inconciliabile e a tenere il consenso unanime delle troppe fazioni in cui è divisa la Chiesa. Ma Franco va giù più duro nel senso che giudica questo "modus operandi" non un riflesso di un'accorta strategia ma più semplicemente il sintomo di una "totale assenza" di strategia, un procedere a tentoni da parte di un uomo probabilmente privo di un qualunque progetto di riforma della Chiesa sia sul piano amministrativo che teologico-politico. Si prenda la delicata gestione degli "affari finanziari" ove ha affidato pieni poteri al cardinale australiano Pell ma che non ha difeso quando sul suo capo è giunta l'accusa infamante (peraltro assolto di recente) di aver molestato due chierichetti ai tempi in cui era vescovo di Melbourne e successivamente al cardinale Becciu diventato così potente da aver ottenuto il cardinalato 2 anni fa e sappiamo com'è finita anche se l'alto prelato possa essere per certi versi anche scagionato. Sulla lotta alla pedofilia Francesco ha sbandato in modo altrettanto evidente passando dalla clamorosa sottovalutazione della accuse al vescovo cilenoBarros da lui nominato e dall'ampia tolleranza per i comportamenti disinvolti del vescovo argentino Zanchetta, all'abolizione del segreto pontificio e all'avvio di una più intensa collaborazione con le autorità civile nella repressione degli abusi. Ed il giornalista osserva critico anche alcuni lati della personalità di questo Papa, da molti già rilevati, come la tendenza ad usare metodi un tantino dispotici, a privilegiare e condividere i giudizi di un gruppo molto ristretto di fedelissimi, a diffidare del clero europeo e soprattutto di quello italiano, a diffondere, non so se consapevolmente, un clima velenoso di sospetto reciproco fra tutti i collaboratori. Ma l'aspetto più sconcertante, conclude Franco, non sono tanto i conseguenti incidenti per la Chiesa che questo coacervo di indecisioni, ambiguità, improvvisazioni e pasticci ha prodotto e di cui Francesco è artefice, bensì il fatto che ogni fazione può selezionare nel suo operato quel che più gli aggrada per santificarlo o demonizzarlo, evento ineluttabile per chi ha l'ardore e la spregiudicatezza di "relativizzare" un dogma, specie se sacro, e scendere nell'agone della politica, ossia nel più ampio proscenio della miseria antropologica, ontologica ed escatologica. Come altro definire l'endorsement a Joe Biden da parte del nostro pontefice, un democratico che pur definendosi cattolico ha come vicepresidente una donna che ha un curriculum vitae di un'arrivista senza scrupoli e un'ideologia da far accapponare la pelle ai cattolici "pro-life" essendo un'abortista di chiara fama e pro Lgbt, avendo avuto cura di non ricevere in vaticano sia Mike Pompeo per l'allerta alla troppa vicinanza con la Cina, né il cardinale di Hong Kong Zen per l'allerta della lotta di sopravvivenza della democrazia di quel paese, della persecuzione cristiana da parte dell'invasore totalitario cinese che fa carne da macello di diritti umani nelle sparute isole di democrazia. Questo in soldoni l' "Enigma Bergoglio". Per andare ancora nei dettagli papa Francesco ha costruito numerosi ponti con l'Islam e gli ultimi attentati di Nizza e Vienna contribuiscono ad analizzare un quesito: che tipo di rapporto può intercorrere fra cattolicesimo e Islam? Francesco non ha troppi dubbi ed ha prodotto l'enciclica "Fratelli tutti" ispirata tar gli altri dall'imam di al-Azhar ma una parte degli ambienti ecclesiastici continua ad avvertire l'Occidente del rischio prodotto da un'eccessiva e presunta sudditanza alla confessione e alla cultura musulmana. Il fondamentalismo islamico esiste e non ci sono dubbi vista anche la teocrazia che ne è alla base e che non distingue affatto la religione dalla politica, l sfera laica da quella spirituale con una "ecclesia semper reformanda est" ed un Islam che non ha spostato di una virgola, nei secoli, i dettami del suo fondatore. Comunque Bergoglio è per il dialogo, in dissonanza con conservatori, in quanto la "Fratellanza universale" è l'unica via da perseguire nella convinzione che il fondamentalismo e l'islam sono due fenomeni molto diversi fra loro, ma c'è chi teme in ogni caso per la civiltà occidentale, timore legato in modo irrimediabile alla gestione dei fenomeni migratori.E c'è da chiedersi se con questo dialogo che la Chiesa si impone non rischi di lasciare per strada qualcosa in termini di identità. Un alto prelato ha cercato di rispondere al quesito distinguendo due diversi interlocutori del dialogo. "Il primo è quello con le altre fedi religiose monoteiste Ebraismo, Cristianesimo e Islam ed il rischio più di essere sottomessi è di fare il gioco di coloro che vorrebbero ridurre tutte le religioni ad una stessa unità. Il secondo è quello con il mondo "secolarizzato" ed ipertecnologico. Ed il rischio di un dialogo con la società laica si è purtroppo già risolto ad una sottomissione a quella che è una cultura e a quelle che sono le istanze e le imposizioni di una civiltà attuale dominata da una visione scientifico-tecnologica da assumere come "dogmatica" e governata da entità sovranazionale da istituzioni a vari livelli. E la Chiesa non deve contrastare almeno in un certo modo a quello che è un comando assoluto. Il dialogo deve concludersi con "accettazione" passiva delle spinte culturali che provengono al difuori della civiltà occidentale e trattasi anche per questa di "sottomissione" per dirla con Michael Houellebecq. Quindi esiste il rischio sia di una sottomissione di ordine religioso sia quello di creare una omologazione fra tutte le fedi attraverso un ecumenismo malamente inteso, per cui se alla fine tutte le religioni sono uguali, hanno pari dignità e sullo stesso livello, nessuna risulta sostanzialmente valida o vera".In questo, molto illuminante è il grido di dolore di Benedetto XVI espresso nel libro "Benedetto XVI. Una vita" (ed. Garzanti) riportato da Peter Seewald "Pregate per me perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi...La vera minaccia per la Chiesa,per il servizio petrino viene dalla dittatura universale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddire le quali comporta l'esclusione dal consenso di base della società. Cento anni fa chiunque avrebbe ritenuto assurdo parlare di matrimonio omosessuale. Oggi coloro che vi si oppongono sono socialmente scomunicati. Lo stesso vale per l'aborto e la produzione di esseri umani in laboratorio. La società moderna intende formulare un credo anticristiano: chi lo contesta viene punito con scomunica sociale. Avere paura di questo potere spirituale dell'Anticristo è fin troppo naturale e occorre davvero che le preghiere di intere diocesi e della Chiesa mondiale vengano in soccorso per resistervi". Anche intellettuali laici si sono dimostrati preoccupati per l'evidente imporsi di un "pensiero unico" e addirittura "Micromega" ha puntato l'indice contro "la nuova stagione di eccessi che l'ideologia del "politically correct" sta vivendo e che ha condotto alla riscoperta progressista della censura". Autorevoli pensatori come Giorgio Agamben hanno lanciato l'allarme per lo "stato di eccezione durante l'emergenza sanitaria ma più in generale della politica che diventa "biopolitica" e si dice convinto del fatto che la vera ragione delle dimissioni di Ratzinger sia stata la volontà di risvegliare la coscienza escatologica, una prefigurazione della separazione tra Babilonia e Gerusalemme nella Chiesa". Michel Onfray, intellettuale laico francese, vede all'orizzonte "un nuovo tipo di totalitarismo". Don Guido Cortellesi in un articolo denuncia il suo sconcerto e dolore per questa deriva troppo relativista e moderna della Chiesa "La nostra colpa, agli occhi del mondo e di buona parte cattolica sta nell'insegnare sul tema dell'omosessualità e del matrimonio quel che la Chiesa ha sempre insegnato, scritto a chiare lettere nella Parola di Dio. E cioè che l'attrazione sessuale verso le persone dello stesso sesso è intrinsecamente disordinata e non può essere lecitamente assecondata in alcun caso; inoltre che l'istituto naturale del matrimonio è soltanto fra u n uomo e una donna...e la vita mi ha insegnato che la Chiesa accetta tutti ma non tutto...Eppure, affermare ciò apertamente con parola piana e nitida, è diventato la nostra rovina. Io come altri sacerdoti, convinti di questo, dobbiamo rintanarci in una catacomba in silenzio ed evitare ogni occasione di esporci pubblicamente...Sui piatti della bilancia si devono mettere, infatti, da una parte la possibilità di lavorare con frutto per aiutare i fedeli, dall'altra l'opportunità di far sentire una voce diversa all'opinione pubblica che si è standardizzata su posizioni surreali, mutuate del tutto acriticamente dal gergo Lgbt...Ricevere insulti e minacce solo per aver espresso dissenso circa il Ddl Zan, a seguito della dichiarazione della Cei che giustamente ne denunciava le derive liberticide mi addolora se penso alla Chiesa che amo e dove sono cresciuto...Da qui in avanti la mia scelta sarà quella del lavoro umile e nascosto". La dichiarazione di Abu Dhabi è quella in cui, stando al parere di alcuni tradizionalisti come il vescovo kirghiso Schneider, avrebbe equiparato gerarchicamente cristianesimo e Islam e questo in punta di dottrina non sarebbe possibile in quanto Gesù ha detto "Io sono la Luce, la Verità, la Vita" e "Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde". Ciò nonostante padre Pages un sacerdote teologo francese che da anni si occupa di Islam afferma che "Purtroppo non credo che il rapporto fra Cattolicesimo e Islam sia cambiato dopo questi recenti attacchi, Bataclan, l'omicidio di padre Hamel, l'attacco di Nizza e non è cambiato nonostante la persecuzione quotidiana dei cristiani in tutti i paesi musulmani che ha causato ad esempio circa 1200 morti nella sola Nigeria nella prima metà del 2020. Non sono e non saranno le azioni dei jihadisti a compromettere la dialettica fra Vaticano ed istituzioni musulmane". Ma pochi sono i vescovi che vogliono scacciare l'Islam come il buon pastore che scaccia il lupo mentre la maggioranza si rifà ad un "Islam moderato". "Se l'Islam è una religione voluta da Dio come ha dichiarato Francesco "Dichiarazione sulla Fratellanza umana" perché resistervi? E come si può die che la Chiesa cattolica sia l'unica vera religione?" Ma qualcuno ovviamente tradizionalista nella dottrina si oppone affermando che l'islam moderato non esiste "senza l'Islam non c'è l'islamismo. Erdogan ha detto senza mezzi termini la stessa cosa che l'espressione Islam moderato è brutta e offensiva e non esiste. Islam is Islam! La distinzione fra Islam moderato e radicale non si basa su alcuna differenza fondamentale poiché entrambi si riferiscono allo stesso Allah, allo stesso Corano, allo stesso Maometto". E ne sa qualcosa Magdi Allam oggi Cristiano.Il vaticanista americano Edward Pentin ci aiuta a capire cosa sta accadendo nei sacri palazzi. Alla domanda quanto è diffusa l'omosessualità nella Chiesa risponde "E' impossibile dirlo con precisione ma la domanda chiave per molti è se la castità sia praticata nel clero e fino a che punto il comportamento omosessuale sia considerato inaccettabile. Il rapporto McCarrick suggerisce che sia stato tollerato troppo liberamente, cosa che alcuni, incluso Benedetto XVI, ritengono indichi un allontanamento da Dio e una mancanza di fede". Alla domanda se la lobby gay abbia ancora potere in vaticano risponde "Il 28 novembre Francesco inserirà 9 nuovi cardinali elettori nel Collegio cardinalizio tre dei quali hanno stretto rapporto con le comunità Lgbt ed il mese scorso Francesco ha detto di approvare le unioni civili tra persone dello stesso sesso ed ha avuto una udienza privata col gesuita padre James Martin, figura di spicco nella normalizzazione del comportamento omosessuale nella Chiesa. Tuttavia ci viene detto che l'insegnamento della Chiesa sulla materia non è stato cambiato né può esserlo ma Francesco usa i media per far sembrare comunque al mondo esterno che l'insegnamento è cambiato tanto per compiacere i progressisti e la lobby omosessuale che lo hanno aiutato a farlo eleggere".E che dire dell'approccio "panteista" cui vuole devolvere il nostro cristianesimo? Nel rito celebrato nei giardini vaticani alla presenza di papa Francesco è stata venerata la "Madre Terra". C'è un Creatore e c'è una creatura e questo è l'opposto di un "sincretismo" religioso! Gli indios si raccolgono attorno ad un tappeto che dovrebbe rappresentare il Rio delle Amazzoni e su cui sono posti gli oggetti delle loro tradizioni, alcuni clamorosamente fallici oltre a statuette di donne nude incinte. Durante la celebrazione si vedono tutti inginocchiati, anche uomini di Chiesa, in atto di adorazione della Madre Terra in un tripudio molto coreografico di panteismo e paganesimo. Nel cristianesimo Dio è Dio e la Natura il suo creato che dev'essere amata non "venerata" come spiega San Francesco. Ma perché la Chiesa come si domanda la giornalista Silvana De Mari già da tempo ha rinunciato ad evangelizzare, come d'altronde ratificato dall' "Instrumentum laboris" che invita a rispettare questi culti pagani e gli spiriti ancestrali e a non convertire chi li venera, si fa invece contaminare da questi stessi culti? Si vuole andare verso una Chiesa sincretica, una specie di religione mondiale panteista, ambientalista ed ecologista, sincretista, vegana e vegetariana, opinabile, flessibile e "gay friendly" con Cristo e la Madonna portati ai saldi di fine stagione e mai nominati, in quanto divisivi, durante il rito pagano nei giardini vaticani.Richiamo alla saggezza indigena del mito del "buon selvaggio"di Jean-Jacques Rousseau secondo cui l'uomo nasce buono e la civiltà e la società lo corrompono, il che contraddice il "libero arbitrio" della tradizione cristiana, secondo cui ognuno di noi ha una predisposizione sia al ben sia al male e può scegliere. E si allarga la dissidenza interna alla Chiesa. Una volta i preti "dissidenti" avevano spesso posizioni progressiste o non ortodosse. Sotto Francesco si verifica l'opposto: la ribellione di vescovi preti e monaci fedeli al magistero cattolico e sovente accomunati dal non riconoscerlo come Papa contestandogli le svolte "moderniste" che nulla hanno a che fare con i valori non negoziabili del cristianesimo dottrinale e qualcuno si spinge a definirlo "eretico" riconoscendo come loro Papa ancora Ratzinger come mons. Renè Henry Gracida, don Enrico Roncaglia, don Paulo Domelles, don Alessandro Minutella. Assisteremo allora alla crescita di comunità "tradizionaliste" data la maggiore pressione e persecuzione da parte dei vescovi sui sacerdoti considerati critici della nuova Chiesa di Francesco e di conseguenza l'emergere di comunità di fedeli attorno a questi sacerdoti perseguitati che si preoccupano di mantenere viva la fiamma della Fede. Per questa "Chiesa sotterranea" ancora sono troppo pochi i vescovi, come Viganò, che la sostengono ed il vaticanista Aldo Maria Valli descrive un percorso parallelo a quello del monsignor Marcel Lefebvre nei primi anni '70 che ha visto con decenni di anticipo cosa sarebbe successo ed ha avuto il coraggio di dirlo ed agire di conseguenza. Lui con i suoi fedeli e sacerdoti sono stati perseguitati, scomunicati ed esposti alla pubblica gogna. Solo adesso possiamo dire che aveva pienamente ragione! Ci sarà uno "scisma"? Per il vaticanista la proclamazione di uno scisma "legale" sarà difficile se non inutile dato che esiste da molto tempo uno "scisma diffuso e polimorfico", diffuso perché sparso in tutto il corpo della Chiesa ed è polimorfo perché assume forme e modalità diverse, accompagnate in alcuni casi da "eresia". Per fare un esempio una buona parte delle chiese nordiche-Germania-Austria-Olanda-Belgio-sono, infatti, scismatiche ed eretiche, sebbene non vi sia alcuna dichiarazione in tal senso. Lo sono in pratica ad esempio celebrando matrimoni omosessuali. In Germania il cardinale Reinhard Marx ha portato La Chiesa tedesca vicino allo scisma e per molti tradizionalisti è la conferma che, con il "Terzo mistero di Fatima", con l'inverarsi dell'Anticristo, sta per compiersi. Non è difficile sentire l'eco di Marx (anche di Karl) nelle posizioni espresse da Francesco del tipo "il denaro è lo sterco del diavolo e la religione l'oppio dei popoli". Del resto il cardinale Marx è il più potente del C-6, la corte di porpore che Bergoglio tiene come consiglieri per la riforma della Chiesa ed è anche quel cardinale che tiene in pugno i soldi del Vaticano con la sua corte fondata sulle larghe intese con l' "Opus Dei" ed è il solo del C-6 che non prende ordini dal Papa, semmai li dà attraverso il potere del denaro. Si capisce allora da dove nascano encicliche come "Amoris Laetitia" e "Fratelli tutti". L'influenza di Marx sul Papa investe anche la dottrina. Ed il cardinale di Monaco ha un grande problema: come fermare l'emorragia di fedeli. In Germania la Chiesa riceve fondi dallo Stato che riscuote la "tassa sui cattolici" ed è una complessa organizzazione di scuole ed ospedali, un welfare parallelo con migliaia di dipendenti spesso atei. Secondo Vittorio Messori che ha fatto qualche calcolo la diocesi di Monaco sotto la guida di Marx è arrivata ad avere zero seminaristi, ha chiuso 2200 chiese ed è passata dal 98% di cittadini che si dichiaravano cattolici a meno del 48%. La "Kirchensteuer" ha fruttato alla Chiesa tedesca 5,6 miliardi di euro ma le posizioni dottrinali assunte da Marx, che vuole i matrimoni gay, i preti sposati e le donne sacerdote, predica la fine della Chiesa universale sostituita dalle chiese regionali e l'interconfessionalismo con l'Islam hanno prodotto un grande strappo. Per questo Marx vuole che Bergoglio si allinei, per legittimarlo nella sua rivoluzione dottrinale! Per alcuni invece è solo una questione di marketing come osserva Carlo Cambi: visto che i protestanti perdono sempre più consenso, Marx intende riunirsi a loro per fare di due debolezze una forza e per questo ha convocato un sinodo biennale dei vescovi tedeschi ma per molti tradizionalisti come Muller, Brandmuller e Woelki c'è il sospetto che Marx voglia portare la chiesa tedesca ad uno scisma più acclarato. Il Papa è intervenuto timidamente su questioni come il celibato sacerdotale ma sulle famiglie arcobaleno si è fatto convincere da Marx che peraltro ha un dialogo fittissimo con i Verdi, come recita l'enciclica "Fratelli tutti". E tra i troppi incarichi di Marx c'è anche quello, dal 2012, di presidente della Commissione Episcopale della Comunità europea. Il che significa un legame continuo con Ursula von der Leyen e Angela Merkel per fare della Chiesa una stampella del "New green deal", per trasformarla in "operatore sociale". Per concludere riporto una bella espressione di San Vincenzo da Lerino "Dio alcuni papi li dona, altri li tollera, altri ancora l'infligge" e non sarà questo un volere e segnale dello Spirito Santo per risvegliare la indistruttibile tendenza alla sopravvivenza della Chiesa che, dal punto di vista umano, non sopporterebbe un altro pontificato come quello di Francesco?