RIFLESSIONI (n°3)           CHIESA E COVID

22.12.2020

In Francia è sorta una querelle a suon di ricorsi e carte bollate fra governo ed episcopato francese in quanto l'Eliseo ha stabilito che dal 28 novembre alle funzioni religiose potranno partecipare al massimo 30 persone indipendentemente dalle dimensioni del luogo di culto. Regole che apparivano ridicole ad occhio nudo: 30 persone in chiesa anche in cattedrali mastodontiche come Saint Sulpice a Parigi mentre gli stessi limiti non valgono per gli esercizi commerciali. Ed allora per quale motivo dovrebbe essere più sicuro frequentare una "cattedrale "del consumo" più che una cattedrale "vera"? Dicono i vescovi transalpini "indubbiamente i culti non sono dei negozi ma trattare le religioni in questo modo equivale a considerarle come un accessorio della fede di milioni di credenti". In parallelo, centinaia di fedeli si sono dati appuntamento davanti a varie chiese d'oltralpe per pregare e manifestare il proprio disaccordo ma tali manifestazioni sono diventate il bersaglio di attacchi insulti contro i cattolici, sui social network con i seguaci di Cristo trattati come dei retrogradi, bigotti e fascisti. Ma i giudici francesi hanno spiegato che la limitazione imposta dal governo è "Non necessaria, sproporzionata e discriminatoria e costituisce una violazione grave e manifestatamente illegale della libertà di culto". In America la Corte suprema, massimo organo giudiziario statunitense, ha dato ragione da alcune organizzazioni religiose che avevano fatto causa contro le restrizioni imposte dal governatore democratico dello Stato di New York Andrew Cuomo come forma di contrasto alla diffusione del coronavirus. E la Corte non ha usato mezzi termini "non solo non ci sono prove che i ricorrenti abbiano contribuito alla diffusione del Covid-19 ma ci sono molte altre regole meno restrittive che potrebbero essere adottate per ridurre al minimo il rischio per i partecipanti alle funzioni religiose. I membri di questa Corte non sono esperti di salute pubblica, e dovremmo rispettare il giudizio di coloro che hanno competenze e responsabilità speciali in questo settore ma anche in una pandemia la Costituzione non può essere messa da parte e dimenticata. Le restrizioni in questione qui, escludendo di fatto molti dall'assistere alle funzioni religiose, colpiscono il cuore stesso della garanzia di libertà religiosa del Primo emendamento". Che la liberal democrazia preveda la tutela della libertà di culto sembra essere un'ovvietà ma che oggi è messa in seria discussione tanto che addirittura la UE, già nota per aver cancellato nella sua Costituzione qualsiasi riferimento simbolico alla civiltà giudaico-cristiana dalla quale nasce, non si fa scrupoli sia a lasciarci soli nella gestione della pandemia, in balia del caso a partire dall'immigrazione sia a proporre in questo ambito restrizioni allucinanti, degne di uno stato socialista da film distopico, scavalcando il Politburo cinese in quanto a zelo "cristianofobo". Ha provato a bandire del tutto la messa iniziale di Natale, consigliando la partecipazione solo sul web ma si è scontrata con la maggioranza dei cittadini europei e della Chiesa, ripiegando con una pezza non "a colore" ed altrettanto ridicola e inutile: partecipazione "contingentata nelle chiese, ma proibizione dei canti che potrebbero diffondere i "droplets", ossia le goccioline del respiro, e quindi favorire i contagi. Bisognerebbe allora vietare i canti in ogni spazio chiuso, manganellare chi canticchia in metro mentre ascolta il suo smartphone e multare chi fischietta o alza la voce al supermercato. Ed è sconcertante che chi si adopera per imporre certe decisioni anti-religiose ha sulla bocca l'espressione "lo dico da cattolico" come un vampiro che ha amici all'Avis o come un antisemita che dice di avere amici ebrei, come il ministro Boccia, il premier Conte tanto devoto di San Pio mentre al contrario come la robusta difesa della cristianità possa arrivare da chi cattolico non lo è affatto o addirittura dai massimi custodi dell'ortodossia e ribadito ultimamente nella sanguinosa battaglia a protezione delle vignette su Maometto di "Charlie Hebdo".Se per un laico le limitazioni al culto sono semplicemente "antidemocratiche" per il cristiano sono molto peggio! Come notava Romano Guardini "La Chiesa come spazio sacro è proprietà di Dio, espressione della sua inaccessibilità, immagine della sua Santità e richiamo alla sua potenza". Con rarissime eccezioni i vescovi italiani si sono precipitati a ribadire la sottomissione al governo con il quotidiano della Cei "Avvenire" che difende a spada tratta l'operato del ministro Boccia e le sue costrizioni spirituali in un ambito non suo. "Avvenire" del resto è lo stesso giornale che apre alla mordacchia arcobaleno (ddl Zan) spiegando che a scuola si può parlare di identità di genere. Come si vede in Italia e in Vaticano Cesare si sta decisamente allargando come annota Francesco Borgonovo e pretende di governare anche su ciò che è di Dio, esigendo pure che il Bambinello si dia una mossa e nasca alla svelta e si faccia complice di un parto precipitoso almeno due ore prima del nuovo santo giorno. Niente messa di mezzanotte a Natale: bisogna rispettare il coprifuoco posto alle 22:00 se non vuole essere multato anche Lui insieme alla Sacra Famiglia e al bue e all'asinello. Ma intanto che il Principe dispone i ministri di Dio che fanno? Chinano il capo come il monsignor Vincenzo Paglia presidente della pontificia Accademia per la vita: per lui e per altri vescovi il Natale si può anticipare perché il virus, alla maniera del lupo mannaro, preferisce il chiarore della luna a notte fonda per agire. Spogliare del mito religioso del "nuovo giorno" il credo cattolico per una misura che definirei del tutto inutile significa ancora una volta evidenziare il ruolo marginale ed ancillare non più consustanziale che Dio ha oggi nella nostra società secolarizzata nel mito dell'antropologia a discapito del "Sacris", del "corpo" prima dell' "anima". Come dice qualche teologo, logica chiosa del "Concilio Vaticano II" che ha rivoluzionato il rito "Tridentino" col sacerdote rivolto al tabernacolo, custode del Cristo, in adorazione del Divino e poi rivolto all'assemblea come culto dell'uomo. E Giovanni Paolo II rimanda per il Natale ad un versetto del libro della Sapienza "Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo rapido corso, la tua Parola onnipotente scese da cielo". E la sicumera con cui questi governanti si permettono di modificare una celebrazione sacra e il disprezzo con cui arrivano a dire che "Gesù può nascere due ore prima" sono gli stessi che si fanno largo nelle vite degli italiani. La leggerezza con cui spostano l'ora della messa la stessa con cui hanno proibito di fare esercizio, con cui i dicono di fare penitenza ed evitare cenoni, sci e addirittura baci abbracci ma nello stesso tempo vi invita a svuotare i vostri portafogli nello shopping natalizio, questo sì permesso e appena dopo tutti al chiuso! Nasce il Bambino e deposto nel carrello della spesa! Novena dello spesone, Natale in prigione. Pura "Medicalizzazione e arbitraria". La Chiesa da "Sposa di Cristo" è passata a "sposa della globalizzazione" da Dio alle élite come testimonia la necessità di questo pontefice a nominare a più non posso "Porpore" molto "liberal" al che la Chiesa non devii dalla sua rivoluzione progressista e molto "green" con i media che celano alcuni rigurgiti tradizionalisti che fanno di questo papa un vero e proprio enigma: non vuole dispiacere ai poteri mondani non riuscendo a difendere la propria "libertas" nemmeno nello spazio delle celebrazioni sacre. Il Natale non è una questione di "Orario" ma di "Libertà". L'accordo di Villa Madama del 1984, di revisione del Concordato lateranense del 1929 attribuisce alla Chiesa (non alla Cei) la disciplina del pubblico esercizio del Culto, escludendo qualunque intervento legislativo o amministrativo da parte dello Stato. E' pertanto incostituzionale una disposizione normativa adottata unilateralmente all'interno di un Dpcm: la Repubblica, infatti, ha riconosciuto unicamente alla Chiesa cattolica la "piena e assoluta" libertà di organizzare e disciplinare il pubblico esercizio del santo sacrificio. Ma della sua libertà d'azione la Chiesa ha rinunciato oramai da troppo tempo. Stessa subalternità all'ideologia dominante si trova in certi testi della Chiesa come il recente Documento di Lavoro della settimana sociale dei cattolici italiani che fa capire tutto dal titolo "Il pianeta che speriamo ambiente, lavoro, futuro. Tutto è connesso." E le parole chiave del documento sono quelle del "pensiero unico": ecologia integrale, debito ecologico, sostenibilità con la chicca davvero surreale che collega il Covid-19 ai cambiamenti climatici indotti dall'uomo e al degrado ambientale. Ed il Vaticano si guarda bene dal dispiacere alla Cina evocandone la responsabilità per il virus o sottacendo la persecuzione dei cristiani sotto quel regime come denunciato dal cardinale Zen. Stessa subalternità di alcune associazioni cattoliche di impostazione gesuita e ignaziana come la "Comunità di vita cristiana" (CVX). E già Woytila e Ratzinger nutrirono molti dubbi sull'ortodossia di molti elementi della istituzione gesuitica come testimonia l'avvenuta sostituzione dell'allora preposito generale Pedro Arrupe con un delegato pontificio più sicuro e vicino a Roma quale Paolo Dezza. Di recente la CVX spagnola prona alla politica pro gender del governo iper progressista di Pedro Sanchez ha emesso un comunicato, con tanto di graziosa simbologia arcobaleno, in favore della legittimazione dell'omosessualità come "tendenza naturale" concludendo che "la nostra comunità vive come un dono di Dio di essere composta da persone con diversi orientamenti sessuali, persone nelle cui famiglie ci sono membri Lgbt". Ma secondo il Catechismo di Giovanni Paolo II, ancora in vigore, l'inclinazione omosessuale è "oggettivamente disordinata" ed allora come può essere nel contemporaneamente un "dono di Dio"? Ed è tautologico l'appoggio della CVX alla legge Zan! Cristiani sempre più confusi: una Cei che parla di "derive liberticide" ed allora un cristiano deve seguire la Cei e il Catechismo e disobbedire ai suoi superiori o obbedire ai suoi superiori e disobbedire ai vescovi e alla dottrina comune? Il picco del relativismo religioso-nichilista cristiano l'ha fornito l'attuale capo della congrega di Sant'Ignazio di Loyola padre Arturo Sosa secondo il quale "non avendo avuto la possibilità di registrare il discorso no sappiamo quel che Gesù ha detto...". Più chiaro di così! Nel contempo Bergoglio prende carta e penna per scrivere una lettera inviata il 22 novembre a Victoria Morales Gorleri, parlamentare argentina di centro destra e cattolica che è scesa in piazza per fermare la legge sulla legalizzazione dell'aborto che sarà discussa alla Camera dei deputati argentina. E si fa promotore di una "marcia per la vita" scrivendo "quanto al problema dell'aborto bisogna tenere presente che non si tratta di una questione primariamente religiosa, ma di etico umano, anteriore a qualsiasi confessione religiosa...E' giusto eliminare una vita umana per risolvere un problema? È giusto assoldare un sicario per risolvere un problema?". Frasi che meritano una minima riflessione perché i ginecologi che praticano aborti sono paragonati dal pontefice a "sicari" assassini a pagamento che si mettono a disposizione di chi vuole rimediare al problema di una gravidanza indesiderata e dunque la madre che li assolda è mandante di un omicidio. Nessun politico italiano che si oppone all'aborto ha mai usato un linguaggio tanto cruento. Le femministe, Laura Boldini compresa, tacciono. Tutti i giornali argentini ne parlano ma da noi la cosa è stata seguita solo dal vaticanista Sandro Magister sul proprio sito. Tutti gli altri preferiscono concentrarsi sulla lettera di condoglianze che il Papa ha inviato alla famiglia di Diego Armando Maradona: questa sì che è una notizia! Non che la pandemia ha stravolto l'autonomia del potere spirituale da quello temporale, non che l'emergenza è stata usata come arma di sottomissione di massa in una dittatura che opera solo per il nostro bene, la "sacrosanta necessità di contenere il contagio distorta in pretesto per l'autoritarismo" (Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteratura). L'unica volta che Qualcuno ha operato per il nostro bene comune con la sua Grazia e Misericordia, che ha rivoluzionato in meius i rapporti umani è stato solo Gesù Cristo e chi ne ha osservato con fedeltà incondizionata la sua dottrina! Come lamenta Giovanni Sallusti "Dio quanto servirebbe un Papa oggi"! Un Papa in senso letterale che, pur immerso in faccende temporali non disdegna di alzare la voce quando la sua cristianità è oggetto di attacchi scomposti. Tutt'altro, a cominciare dalla Cina, nazione con cui l'attuale pontefice ha rinnovato un patto di collaborazione. Qui, fedele alla lezione marxiana, il Partito vieta ai propri membri qualsiasi celebrazione natalizia, in quanto "oppio spirituale". Del resto la numerosa comunità cristiana, non riconosciuta ufficialmente, è già costretta a commemorazioni "clandestine". C'è poi il giacobinismo protocollare, compulsivo del governo Conte, non a caso il più filocinese fra quelli occidentali, col quale il ministro della salute Roberto Speranza ha decretato l'impossibilità di fare visita ai propri congiunti residenti in altri comuni o regioni così anche la dimensione più domestica, intima, elementare della festa, quella che ci rinsalda nella bolla affettiva con i nostri "prossimi" è spazzata dalla furia regolamentatrice di questo "governo spazzatura". Nel mentre Bergoglio è intento ad esternare contro la proprietà privata "degli altri" non la propria, o ad evocare la possibilità di un "rito amazzonico" che includa pratiche religiose indigene, in sostanza una riverniciatura paganeggiante del cristianesimo. Caro Padreterno certo la tua Sapienza è mettere alla prova i tuoi fedeli e per la nostra indomita fiducia continueremo a lottare per rinascere ma non sono più sicuro se fra i morti o fra i vivi!

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