RIFLESSIONI (n°9) STUPIDITA'

16.02.2021

Carlo Maria Cipolla è stato un grande storico dell'economia e si divertì ad approfondire il tema della stupidità umana con la sua teoria ben espressa nell'ormai celebre libello "The basic law of human stupidity" stampato per gli amici nel lontano 1976. E dopo la follia credo che in questo momento storico anche la stupidità faccia la sua parte altrimenti cosa pensare dello stato della nostra governance in mano a soggetti che definire stupidi sarebbe riduttivo e secondo lo storico molto lontani dal connubio "Istruzione e sviluppo" e dal "Declino dell'analfabetismo nel mondo occidentale" (rinvigorito dai congiuntivi di Giggino), titoli di alcuni dei suoi lavori.In un altro suo divertissement si pone il problema del ruolo dell'umorismo e delle differenze con l'ironia. "L'umorismo è la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l'aspetto comico della realtà e deve implicare una profonda e spesso indulgente simpatia umana nonché la percezione istintiva del momento e del luogo in cui può essere espresso...Quando si fa dell'ironia si ride degli altri. Quando si fa dell'umorismo si ride con gli altri. L'ironia genera tensioni e conflitti. L'umorismo è il solvente per eccellenza per sgonfiare tensioni, risolvere situazioni altrimenti penose, facilitare rapporti e relazioni umane". Cipolla è convinto che ogni qualvolta si presenti l'occasione di praticare dell'umorismo sia un dovere sociale far sì che tale occasione non vada perduta.A mio parere il problema si pone quando arriva lo stupido che non ravvisa né il tema, né il momento per esprimere il suo umorismo ed allora può generarsi un'altra forma di umorismo, quello che misura la sua incapacità di essere empatico evocante quel riso che oserei definire "sarcastico" a misurare la dimensione della sua miseria. Nel suo saggio Cipolla enuncia cinque leggi fondamentali che fissano le caratteristiche della stupidità umana: 1° legge fondamentale "Sempre inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione", prova ne sia l'aver riempito il nostro Parlamento di soggetti non all'altezza del loro compito da parte di altri soggetti che hanno impiegato tanto tempo per accorgersi della fregatura, stupidità da ambo le parti; 2° legge fondamentale "La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona", prova ne sia che essendo immersi nelle specifiche dell' "apparire" ci si sia dimenticati dell' "essere" altrimenti non avremmo mai avuto un presidente del Consiglio dall'apparenza molto "fit" con pochette con un portavoce preso a prestito dal "Grande Fratello", trasmissione inconcepibile ed inguardabile, stracolma di voyerismo che tende ad oggettivizzare l'intimo spesso deridendolo, purtroppo specchio dei tempi; 3° legge (aurea) fondamentale "Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita", e qui c'è solo l'imbarazzo della sceltaad iniziare dai "grillini" che nel breve tempo in cui governano sono riusciti a ridurre drasticamente i loro elettori, dividersi al loro interno, e mettere nel contempo il nostro Paese in ginocchio dal punto di vista sanitario, sociale, economico, avendo gestito l'emergenza pandemica con provvedimenti oltre che inefficaci anche truffaldini, utilizzando una condotta politica che poteva andar bene in quella che era a detta del sociologo Ricolfi una "società signorile di massa" tramutatasi presto, grazie a loro in una "società parassita di massa". A seguito i "piddini" che nonostante referenti di una storia a dir poco discutibile, si fanno forti di quella dottrina pervasiva ed ubiquitaria che decide chi dev'essere buono e chi il cattivo a prescindere dai risultati con la spocchia e l'inverecondia di far apparire la tragedia una semplice commedia, nonostante siano rimasti in pochi oramai a seguirli, continuando a dettare legge essendo sempre i "migliori", migliori nel fare disastri; 4° legge fondamentale "Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidisi dimostra infallibilmente un costosissimo errore". Nulla di più elementare Watson! Ed in queste ore si sta cercando la quadra da parte di un personaggio "superpartes" per fare un governo di unità nazionale, con dentro stupidi e non, nella speranza che i secondi tengano a bada i primi ma sarà molto difficile per l'incaricato essendo gli stupidi ancora maggioranza a meno di regole ferree cui obbedire pena la perdita dello scranno; 5° legge fondamentale "La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista" e su questo siamo tutti d'accordo. Infatti possiamo prevedere un danno economico col percorrere vie più sicure, un incidente stradale guidando con prudenza e soprattutto con la consapevolezza di poter incontrare uno stupido alla guida quanto meno te lo aspetti, danni alla salute con una condotta di vita più corretta ma se non abbiamo quella sensibilità di riconoscere a prima vista uno stupido, siamo comunque rovinati.Inoltre lo studioso afferma che la Natura distribuisce gli stupidi pressoché ovunque a prescindere dalle dimensioni dei gruppi di persone e persino dalla loro educazione e dall'ambiente sociale in cui vivono. Così ha creato un grafico cartesiano riportando sulle ascisse il binomio "danni-vantaggi" e sull'ordinate il binomio "se stesso-gli altri". Gli "intelligenti" si pongono in alto a destra cioè fanno il proprio vantaggio e quello degli altri; gli "sprovveduti" si pongono in alto a sinistra cioè danneggiano se stessi ed avvantaggiano gli altri; gli "stupidi" si pongono in basso a sinistra cioè danneggiano gli altri senza avvantaggiare se stessi o addirittura danneggiandosi; i "banditi" in basso a destra cioè danneggiano gli altri ma avvantaggiano se stessi. Ancora in questo sono maestri i sinistri che per avvantaggiare se stessi devono per forza demonizzare l'avversario andando nel panico se non ne intravedono uno. Ma la loro maestria, non comune, si sta manifestando ancora una volta con l'avere criticato tramite giornaloni compiacenti sia la leader dei conservatori europei Giorgia Meloni che si è permessa di dire un no non perentorio all'incaricato Draghi, distante dal leccaculismo senza futuro del Partito democratico, al vaglio comunque oculato del suo programma e creando una opposizione che si presume favorevole ad una ripresa economica e sociale del nostro Paese, sia il tanto odiato Matteo Salviniaddirittura accusato di voltagabbanesimo verso la UE non considerando che il suo atteggiamento non più interlocutorio poggia sulla possibile rivisitazione delle misure europee in tema di immigrazione per risolvere l'annoso problema delle diverse posizioni prese dalla Francia che ci rimanda i profughi indietro a Ventimiglia invadendo anche il nostro territorio nazionale, la Germania che ci rimandagli immigrati in aereo un po' sedati, l'Austria che controlla molto bene i suoi confini, mentre l'Italia deve rimanere a cosce aperte con i suoi cinque mari.Un non so quanto auspicabile vantaggio per loro e un grosso danni ai cittadini italiani che devono far fronte da soli all' "Exodus" per dirla con Paul Collier. Non so quanto sia possibile far convivere l'idea europeista di Draghicon la vulgata accogliente migratoria vatican-piddina. Et similia a partire dalle riforme del fisco, giustizia in mano ad una cupola sinistra, scuola in mano ad una deregulation mai vista prima. Diceva Abramo Lincoln "si possono prendere in giro pochi per sempre, tutti per poco, ma non si possono prendere in giro tutti per sempre". Questo presupponendo che la maggioranza della popolazione goda di un discreto quoziente intellettivo che la induca a pur minime riflessioni. Purtroppo oggi, riprendendo un pregevole articolo di Marcello Veneziani sulla stupidità umana bisogna ammettere che la stupidità ha raggiunto il potere. Come una celebre vignetta in America di qualche decennio fa che raffigurava uno scimpanzé esclamante "laugh now but one day we'ill be in charge", "ridi ora ma un giorno saremo al potere" detto, avvenuto! La stupidità dei semplici alla fine la sopporti può fare anche tenerezza e simpatia ma la stupidità dei presuntuosi che ritengono di rappresentare lo spirito del mondo, il senso corretto della storia è insopportabile! Parafrasando Ortega y Gasset lo stupido sentendosi nello spirito del tempo proclama il diritto alla stupidità e la impone dappertutto e si chiedeva come mai nessun filosofo si prodighi in uno studio, in un saggio sulla stupidità. A dire il vero lo ha fatto un letterato come Robert Musil, lo ha fatto un economista brillante come Carlo Maria Cipolla ma non c'è una teoria filosofica della stupidità. Il paradosso come osserva acutamente Veneziani e che la filosofia e la stupidità hanno la stessa matrice: lo stupore. Platone e Aristotele ci dicono che la filosofia sorge dalla meraviglia, lo stupore di conoscere ma anche la radice di stupido proviene da stupore e infatti lo stupido è come il filosofo uno che si stupisce. La differenza è che nel filosofo lo stupore crea conoscenza mentre nello stupido la conoscenza crea stupore. Ma la stupidità è divenuta "intelligente". Ne scrivevano Julius Evola ed un pensatore cattolico come George Bernanos che se la prendeva con gli "imbecilli intellettuali" colpiti dalla chiusura della mente che colpisce proprio coloro che presumono di tenere il monopolio del sapere, i cosiddetti intellettuali saccenti supponenti o esperti che sanno tutto della loro materia specialistica ma nulla della realtà, quello che Ortega chiama "barbarie dello specialismo" senza una visione del mondo. E bisogna aggiornare l'antropologia quando si parla di stupidità, lo stupido era tradizionalmente l'ingenuo, lo sciocco, che ride facilmente "risus abundat in ore stultorum" oppure lo scemo di guerra che aveva perso il senno in guerra. E poi si definiva anche "cretino" riferendosi al povero cristiano, devoto e ignorante anche se per Sant'Anselmo lo sciocco era l'ateo mentre il cristiano puro è l' "idiota" di Dostoevskij, oltre al "cretinismo endemico" per carenza iodica durante la crescita. Stupido era pure considerato lo sprovveduto che veniva dalla campagna in città o dalla provincia nel grande centro, chi scendeva dai monti dalle valli, e già il suo dialetto il suo modo di vestire, il suo sguardo denotavano la sua ingenuità. Albert Einstein cent'anni fa ironizzava sugli stupidi considerando da un verso il loro numero infinito, dall'altro la loro illimitata scemenza, a differenza dell'Universo che forse poteva anche essere "finito". E l'istruzione di massa, il progresso scientifico e tecnologico, la democrazia non hanno minimamente intaccato la mole della stupidità umana, l'hanno solo modificata "geneticamente", l'hanno semplicemente attrezzata con strumenti più sofisticati. La stupidità si è fatta attiva, tecnologica high-tech e andando al potere ha inventato un suo canone e un suo lessico il "politically correct" frutto dell'incrocio fra ideologia e stupidità, tra intolleranza e imbecillità. Siamo passati dal vecchio prototipo dello stupido come il campagnolo chiuso nel suo mondo al nuovo prototipo, "idiota globale" che viaggia, conosce le lingue e naviga nel Web ma pensa da idiota, cioè chiuso nel recinto ristretto del suo privato, del suo presente, della sua dimestichezza con i mezzi tecnici. Sa mettersi in contatto in tempo reale col mondo, ma non ha nulla da comunicare. Lo stupido ha bisogno del bastone e quello dell'idiota globale è il suo smartphone, il suo tablet senza il quale si sente perduto. E c'è solo da immaginare cosa significhi utilizzarli anche in situazioni complesse come la nascita attuale del nuovo governo del nostro Paese con i pentastellati che hanno fatto della piattaforma informatica "Rousseau" il loro vessillo democratico che di fatto escluderebbe il giudizio del Parlamento: solo poco più di centomila iscritti che dovrebbero esprimersi se partecipare o meno alla nuova assise governativa. Ma ci rendiamo conto? Il loro guru, alias l' "Elevato", subodorando un giudizio negativo di questi adepti indomiti, senza cultura, semplicemente avvezzi al pensiero neurovegetativo di sola pancia, sta cercando con tutti i mezzi possibili di esautorarli rinviando la loro votazione digitale o mutando addirittura l'architettura decisionale del movimento, dalla democrazia partecipativa ad una vera e propria dittatura, del tipo o si fa come dico io o sei fuori! Un movimento che doveva aprire la scatola non per fare uscire il tonno ma per entrarci! Tuttavia una cosa va alla fine ammessa: gli stupidi non sono una razza o una etnia a sé stante e la stupidità colpisce anche le menti più acute come dire che a volte il genio è un "imbecille discontinuo", eccelle in un campo o nell'intuizione mai stupido nel resto delle cose, di solito quelle pratiche. Stupidi siamo un po' tutti, chi di passaggio, chi in prevalenza, chi in permanenza, come chiosa lo splendido Veneziani. Si tratta solo di stabilire la "modica quantità". Come con la droga o i farmaci pericolosi. In questo siamo completamente "strafatti" in attesa del metadone Draghi. Sarebbero meglio le catene di Muccioli i cui testimoni ne sono usciti entusiasti e tornati alla vita normale.

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