RIFLESSIONI (n°9) STUPIDITA'
Carlo Maria Cipolla è stato un grande storico
dell'economia e si divertì ad approfondire il tema della stupidità umana con la sua teoria ben espressa nell'ormai celebre
libello "The basic law of human stupidity" stampato per gli amici nel lontano
1976. E dopo la follia credo che in questo momento storico anche la stupidità
faccia la sua parte altrimenti cosa pensare dello stato della nostra governance
in mano a soggetti che definire stupidi sarebbe riduttivo e secondo lo storico
molto lontani dal connubio "Istruzione e
sviluppo" e dal "Declino
dell'analfabetismo nel mondo occidentale" (rinvigorito dai congiuntivi di
Giggino), titoli di alcuni dei suoi lavori.In
un altro suo divertissement si pone il problema del ruolo dell'umorismo e delle
differenze con l'ironia. "L'umorismo
è la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l'aspetto
comico della realtà e deve implicare una profonda e spesso indulgente simpatia
umana nonché la percezione istintiva del momento e del luogo in cui può essere
espresso...Quando si fa dell'ironia si ride degli altri. Quando si fa
dell'umorismo si ride con gli altri. L'ironia genera tensioni e conflitti.
L'umorismo è il solvente per eccellenza per sgonfiare tensioni, risolvere
situazioni altrimenti penose, facilitare rapporti e relazioni umane".
Cipolla è convinto che ogni qualvolta si presenti l'occasione di praticare
dell'umorismo sia un dovere sociale far sì che tale occasione non vada perduta.A mio parere il problema si pone quando
arriva lo stupido che non ravvisa né il tema, né il momento per esprimere
il suo umorismo ed allora può generarsi un'altra forma di umorismo, quello che
misura la sua incapacità di essere empatico evocante quel riso che oserei
definire "sarcastico" a misurare la
dimensione della sua miseria. Nel suo
saggio Cipolla enuncia cinque leggi fondamentali che fissano le caratteristiche
della stupidità umana: 1° legge
fondamentale "Sempre inevitabilmente
ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione",
prova ne sia l'aver riempito il nostro Parlamento di soggetti non all'altezza
del loro compito da parte di altri soggetti che hanno impiegato tanto tempo per
accorgersi della fregatura, stupidità da ambo le parti; 2° legge fondamentale "La
probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra
caratteristica della stessa persona", prova ne sia che essendo immersi
nelle specifiche dell' "apparire" ci
si sia dimenticati dell' "essere"
altrimenti non avremmo mai avuto un presidente del Consiglio dall'apparenza
molto "fit" con pochette con un
portavoce preso a prestito dal "Grande
Fratello", trasmissione inconcepibile ed inguardabile, stracolma di
voyerismo che tende ad oggettivizzare l'intimo spesso deridendolo, purtroppo
specchio dei tempi; 3° legge (aurea)
fondamentale "Una persona stupida è
una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza
nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una
perdita", e qui c'è solo l'imbarazzo della sceltaad iniziare dai "grillini"
che nel breve tempo in cui governano sono riusciti a ridurre drasticamente i
loro elettori, dividersi al loro interno, e mettere nel contempo il nostro
Paese in ginocchio dal punto di vista sanitario, sociale, economico, avendo
gestito l'emergenza pandemica con provvedimenti oltre che inefficaci anche
truffaldini, utilizzando una condotta politica che poteva andar bene in quella
che era a detta del sociologo Ricolfi una
"società signorile di massa"
tramutatasi presto, grazie a loro in una "società
parassita di massa". A seguito i "piddini" che nonostante referenti di
una storia a dir poco discutibile, si fanno forti di quella dottrina pervasiva ed
ubiquitaria che decide chi dev'essere buono e chi il cattivo a prescindere dai
risultati con la spocchia e l'inverecondia di far apparire la tragedia una
semplice commedia, nonostante siano rimasti in pochi oramai a seguirli,
continuando a dettare legge essendo sempre i "migliori", migliori nel fare disastri; 4° legge fondamentale "Le
persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone
stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in
qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi
con individui stupidisi dimostra infallibilmente un costosissimo errore".
Nulla di più elementare Watson! Ed in queste ore si sta cercando la quadra da
parte di un personaggio "superpartes"
per fare un governo di unità nazionale, con dentro stupidi e non, nella
speranza che i secondi tengano a bada i primi ma sarà molto difficile per
l'incaricato essendo gli stupidi ancora maggioranza a meno di regole ferree cui
obbedire pena la perdita dello scranno; 5°
legge fondamentale "La persona
stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista" e su questo siamo
tutti d'accordo. Infatti possiamo prevedere un danno economico col percorrere
vie più sicure, un incidente stradale guidando con prudenza e soprattutto con
la consapevolezza di poter incontrare uno stupido alla guida quanto meno te lo
aspetti, danni alla salute con una condotta di vita più corretta ma se non
abbiamo quella sensibilità di riconoscere a prima vista uno stupido, siamo
comunque rovinati.Inoltre lo studioso
afferma che la Natura distribuisce gli stupidi pressoché ovunque a
prescindere dalle dimensioni dei gruppi di persone e persino dalla loro
educazione e dall'ambiente sociale in cui vivono. Così ha creato un grafico cartesiano riportando sulle
ascisse il binomio "danni-vantaggi" e
sull'ordinate il binomio "se stesso-gli
altri". Gli "intelligenti" si
pongono in alto a destra cioè fanno il proprio vantaggio e quello degli altri;
gli "sprovveduti" si pongono in alto
a sinistra cioè danneggiano se stessi ed avvantaggiano gli altri; gli "stupidi" si pongono in basso a sinistra
cioè danneggiano gli altri senza avvantaggiare se stessi o addirittura
danneggiandosi; i "banditi" in basso
a destra cioè danneggiano gli altri ma avvantaggiano se stessi. Ancora in
questo sono maestri i sinistri che per avvantaggiare se stessi devono per forza
demonizzare l'avversario andando nel panico se non ne intravedono uno. Ma la
loro maestria, non comune, si sta manifestando ancora una volta con l'avere
criticato tramite giornaloni compiacenti sia la leader dei conservatori europei
Giorgia Meloni che si è permessa di
dire un no non perentorio all'incaricato Draghi, distante dal leccaculismo
senza futuro del Partito democratico, al vaglio comunque oculato del suo
programma e creando una opposizione che si presume favorevole ad una ripresa
economica e sociale del nostro Paese, sia il tanto odiato Matteo Salviniaddirittura accusato di voltagabbanesimo verso la UE
non considerando che il suo atteggiamento non più interlocutorio poggia sulla
possibile rivisitazione delle misure europee in tema di immigrazione per
risolvere l'annoso problema delle diverse posizioni prese dalla Francia che ci
rimanda i profughi indietro a Ventimiglia invadendo anche il nostro territorio
nazionale, la Germania che ci rimandagli immigrati in aereo un po' sedati,
l'Austria che controlla molto bene i suoi confini, mentre l'Italia deve
rimanere a cosce aperte con i suoi cinque mari.Un non so quanto auspicabile
vantaggio per loro e un grosso danni ai cittadini italiani che devono far
fronte da soli all' "Exodus" per
dirla con Paul Collier. Non so quanto
sia possibile far convivere l'idea europeista di Draghicon la vulgata
accogliente migratoria vatican-piddina. Et similia a partire dalle riforme del
fisco, giustizia in mano ad una cupola sinistra, scuola in mano ad una
deregulation mai vista prima. Diceva Abramo Lincoln "si possono prendere in giro pochi per
sempre, tutti per poco, ma non si possono prendere in giro tutti per sempre".
Questo presupponendo che la maggioranza della popolazione goda di un discreto
quoziente intellettivo che la induca a pur minime riflessioni. Purtroppo oggi,
riprendendo un pregevole articolo di Marcello
Veneziani sulla stupidità umana bisogna ammettere che la stupidità ha
raggiunto il potere. Come una celebre vignetta in America di qualche decennio
fa che raffigurava uno scimpanzé esclamante "laugh now but one day we'ill be in charge", "ridi ora ma un giorno
saremo al potere" detto, avvenuto! La stupidità
dei semplici alla fine la sopporti può fare anche tenerezza e simpatia ma
la stupidità dei presuntuosi che
ritengono di rappresentare lo spirito del mondo, il senso corretto della storia
è insopportabile! Parafrasando Ortega y
Gasset lo stupido sentendosi nello spirito del tempo proclama il diritto
alla stupidità e la impone dappertutto e si chiedeva come mai nessun filosofo si
prodighi in uno studio, in un saggio sulla stupidità. A dire il vero lo ha
fatto un letterato come Robert Musil,
lo ha fatto un economista brillante come Carlo
Maria Cipolla ma non c'è una teoria filosofica della stupidità. Il
paradosso come osserva acutamente Veneziani e che la filosofia e la stupidità hanno la stessa matrice: lo stupore.
Platone e Aristotele ci dicono che la filosofia sorge dalla meraviglia, lo
stupore di conoscere ma anche la radice di stupido proviene da stupore e
infatti lo stupido è come il filosofo uno che si stupisce. La differenza è che
nel filosofo lo stupore crea conoscenza mentre nello stupido la conoscenza crea
stupore. Ma la stupidità è divenuta "intelligente".
Ne scrivevano Julius Evola ed un
pensatore cattolico come George Bernanos
che se la prendeva con gli "imbecilli
intellettuali" colpiti dalla chiusura della mente che colpisce proprio
coloro che presumono di tenere il monopolio del sapere, i cosiddetti
intellettuali saccenti supponenti o esperti che sanno tutto della loro materia
specialistica ma nulla della realtà, quello che Ortega chiama "barbarie dello specialismo" senza una
visione del mondo. E bisogna aggiornare l'antropologia quando si parla di
stupidità, lo stupido era tradizionalmente l'ingenuo, lo sciocco, che ride
facilmente "risus abundat in ore
stultorum" oppure lo scemo di guerra che aveva perso il senno in guerra. E
poi si definiva anche "cretino"
riferendosi al povero cristiano, devoto e ignorante anche se per Sant'Anselmo lo sciocco era l'ateo
mentre il cristiano puro è l' "idiota"
di Dostoevskij, oltre al "cretinismo
endemico" per carenza iodica durante la crescita. Stupido era pure considerato
lo sprovveduto che veniva dalla campagna in città o dalla provincia nel grande
centro, chi scendeva dai monti dalle valli, e già il suo dialetto il suo modo
di vestire, il suo sguardo denotavano la sua ingenuità. Albert Einstein cent'anni fa ironizzava sugli
stupidi considerando da un verso il loro numero infinito, dall'altro la loro
illimitata scemenza, a differenza dell'Universo che forse poteva anche essere
"finito". E l'istruzione di massa, il
progresso scientifico e tecnologico, la democrazia non hanno minimamente
intaccato la mole della stupidità umana, l'hanno solo modificata "geneticamente", l'hanno semplicemente
attrezzata con strumenti più sofisticati. La stupidità si è fatta attiva,
tecnologica high-tech e andando al potere ha inventato un suo canone e un suo
lessico il "politically correct"
frutto dell'incrocio fra ideologia e stupidità, tra intolleranza e imbecillità.
Siamo passati dal vecchio prototipo dello stupido come il campagnolo chiuso nel
suo mondo al nuovo prototipo, "idiota globale" che viaggia, conosce
le lingue e naviga nel Web ma pensa da idiota, cioè chiuso nel recinto
ristretto del suo privato, del suo presente, della sua dimestichezza con i
mezzi tecnici. Sa mettersi in contatto in tempo reale col mondo, ma non ha
nulla da comunicare. Lo stupido ha bisogno del bastone e quello dell'idiota
globale è il suo smartphone, il suo tablet senza il quale si sente perduto. E c'è solo da immaginare cosa significhi
utilizzarli anche in situazioni complesse come la nascita attuale del nuovo
governo del nostro Paese con i pentastellati che hanno fatto della piattaforma
informatica "Rousseau" il loro vessillo democratico che di fatto escluderebbe
il giudizio del Parlamento: solo poco più di centomila iscritti che dovrebbero
esprimersi se partecipare o meno alla nuova assise governativa. Ma ci rendiamo
conto? Il loro guru, alias l' "Elevato", subodorando un giudizio negativo di
questi adepti indomiti, senza cultura, semplicemente avvezzi al pensiero
neurovegetativo di sola pancia, sta cercando con tutti i mezzi possibili di
esautorarli rinviando la loro votazione digitale o mutando addirittura
l'architettura decisionale del movimento, dalla democrazia partecipativa ad una
vera e propria dittatura, del tipo o si fa come dico io o sei fuori! Un
movimento che doveva aprire la scatola non per fare uscire il tonno ma per
entrarci! Tuttavia una cosa va alla fine
ammessa: gli stupidi non sono una razza o una etnia a sé stante e la
stupidità colpisce anche le menti più acute come dire che a volte il genio è un
"imbecille discontinuo", eccelle in
un campo o nell'intuizione mai stupido nel resto delle cose, di solito quelle
pratiche. Stupidi siamo un po' tutti, chi di passaggio, chi in prevalenza, chi
in permanenza, come chiosa lo splendido Veneziani. Si
tratta solo di stabilire la "modica quantità". Come con la droga o i farmaci
pericolosi. In questo siamo completamente "strafatti" in attesa del metadone
Draghi. Sarebbero meglio le catene di Muccioli i cui testimoni ne sono usciti
entusiasti e tornati alla vita normale.